Testo critico dell’opera
L’opera nasce come una rappresentazione simbolica dell’inaccessibilità della Legge Italiana.
E’ stata realizzata incollando e pressando le pagine di tre Gazzette Ufficiali, risalenti agli anni ’70, periodo durante il quale l’Italia ha consolidato la macchina burocratica per rendere più inaccessibile il Potere e la sua gestione. E’ il periodo degli anni di piombo, degli attentati, della mafia che faceva accordi con lo Stato, dello Stato che si allontanava dalle persone.
Questi processi si sono stratitificati nel tempo, una legislatura dopo l’altra, una legge dopo l’altra, creando quell’apparato legislativo e burocratico che, sempre più, serve per mantenere sè stesso e sempre meno a gestire il bene comune.
Oggi, la Legge Italiana e lo Stato che rappresenta, risultano un blocco monolitico impenetrabile, impossibile da decifrare per le persone comuni, e quanto mai lontano da esse.
Opera esposta alla 1° Rassegna nazionale biennale del Libro d’Artista dedicata a Isabella Deganis, "Come un racconto", organizzata dall'Associazione DARS a Udine.
Menzione speciale.








